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La Fiva ha deciso di organizzare per i giorni 27 e 28 novembre due giornate di informazione e di sensibilizzazione, sul dilagante fenomeno dell'abusivismo commerciale, sia nei confronti dell'opinione pubblica che delle autorità istituzionalmente preposte, affinché vengano adottate tutte le più opportune azioni tese ad estirpare e prevenire il fenomeno. E' infatti condizione abbastanza generalizzata e comune che, in concomitanza con lo svolgimento di mercati, fiere, manifestazioni culturali e commerciali, si inseriscano gruppi, anche ben organizzati, di venditori abusivi (a maggioranza di provenienza extracomunitaria) che pongono in vendita prodotti a marchio contraffatto o di dubbia provenienza, in totale spregio di ogni norma legislativa e fiscale. In moltissime realtà si sono verificate e si stanno verificando vere e proprie situazioni di tensione. I mercati nelle nostre città che da sempre rappresentano un punto di riferimento e di aggregazione, rischiano di diventare luoghi da evitare, fonte di pericolo e confusione.
Gli imprenditori stranieri che esercitano regolarmente il commercio su aree pubbliche rappresentano oggi oltre il 30% del comparto, si sono perfettamente integrati nel rispetto delle nostre leggi e sono i benvenuti all'interno della categoria.
Lungi da noi, quindi, il voler porre questioni di natura razziale o legate al fenomeno dell'immigrazione. Il problema vero e fino ad ora gravemente sottovalutato, è che l'esercizio abusivo del commercio ha assunto tale profondità e dimensioni da non potere più essere considerato un fatto marginale che garantisce sussistenza a pochi bisognosi, bensì uno dei modi con i quali le organizzioni criminali inquinano pesantemente la vita economica.
La situazione diventa poi paradossale quando si sottopongono ai normali controlli gli imprenditori "regolari" e si lasciano operare impuniti gli "irregolari".
C'è inoltre un atteggiamento sbagliato da parte di tantissimi cittadini che, senza remore, acquistano prodotti di dubbia fattura e provenienza, forse convinti di dare un aiuto, inconsapevoli di alimentare circuiti economici controllati dalla criminalità organizzata.
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