 Allegerire i costi per le imprese e puntare tutto sull'apprendistato
Riprenderà in settimana il "giro" di contatti e incontri tra le parti sociali e il governo sulla riforma del mercato del lavoro. Confcommercio da tempo ha chiarito le proprie posizioni e proposte da mettere sui tavoli del confronto. Nell'ultimo incontro con l'esecutivo, Confcommercio, unitamente alle altre componenti di Rete Imprese Italia, ha sottolineato che "il costo del lavoro continua ad essere eccessivo. Pertanto, occorre proseguire in modo strutturale per alleggerire il carico sulle imprese, anche intervenendo su oneri e contributi che costituiscono forme di solidarietà impropria tra settori economici".
La Confederazione poi, insiste sul fondamentale ruolo del terziario, del turismo e dei servizi di mercato, che hanno garantito negli ultimi dieci anni costante crescita occupazionale, anche riassorbendo lavoratori espulsi da altri settori. Confcommercio, inoltre, non ritiene che si debba intervenire sulla flessibilità in entrata "con soluzioni preconfezionate, equiparando tutte le tipologie contrattuali e i diversi settori economici, in quanto i settori del terziario, turismo e servizi hanno necessità occupazionali fisiologicamente legate a fattori temporanei. Semmai, per accrescere le opportunità occupazionali, si deve puntare ad allineare domanda e offerta di lavoro in termini di professionalità, anche attraverso percorsi strutturali di orientamento verso le professioni di mercato, e riorganizzare la spesa pubblica, destinata ai servizi per l'impiego, che possono essere migliorati, favorendo anche investimenti nella formazione".
Dopo aver poi confermato la valenza del contratto di apprendistato quale "strumento su cui puntare per l'ingresso dei giovani nel mercato del lavoro", la Confederazione ha ricordato che "già oggi oltre il 40% degli apprendisti vengono assunti nel settori rappresentati da Confcommercio". Da ultimo, secondo Confcommercio, "occorre molta attenzione rispetto all'ipotesi di un'estensione della contribuzione CIGS, in quanto si rischia di caricare il riassetto degli ammortizzatori sociali sul costo del lavoro sostenuto anche da imprese che in periodi 'normali' non utilizzano questo strumento, mentre le misure di sostegno al reddito, nei casi di cessazione del rapporto di lavoro, devono essere sempre più strettamente connesse al ricollocamento professionale, con agevolazioni contributive accompagnate da formazione continua". |